martedì 27 settembre 2011

lunedì 26 settembre 2011

Ansia sociale: stare male in mezzo agli altri 


Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di sentirsi in imbarazzo di fronte a persone, posti nuovi o nell’iniziare una nuova attività. Tutti conosciamo l’agitazione prima di parlare in pubblico, o prima di un esame. Molte persone, con l’esercizio, riescono a superare l’ansia, fino a renderla un’alleata;  altre invece vengono travolti da

giovedì 1 settembre 2011

Imparare ad esprimersi per sentirsi realizzati

Per alcuni di noi evitare di esprimere le proprie idee, non farsi avanti, volersi nascondere, non farsi valere,  rappresentano stili di vita consolidati,  che apparentemente aiutano ad andare avanti. 

venerdì 13 maggio 2011

Disagio psichico, incontri e seminari della Psicommunity

    Disagio psichico, incontri e seminari della Psicommunity
    di Monica Magro
     CAGLIARI. Mese dell'informazione Psicologica: un'iniziativa di prevenzione del disagio psichico che si svolge ogni anno a maggio in tutte le città italiane. Psicommunity, la comunità degli psicologi online, organizza la quarta edizione del Mip. 

    martedì 19 aprile 2011

    Genitori e figli



    Genitori e figli






    Guardando questo trailer, risulta evidente  quanto è difficile fare il genitore, e quante volte, molti anni fa, era difficile per noi essere un figlio con dei genitori, che magari ci negavano tutto, che non capivano le nostre esigenze e desideri perché non in sintonia con la loro volontà.

    venerdì 8 aprile 2011

    Incontri Psicologici Gratuiti 2011






    A maggio, mese della prevenzione psicologica, terrò insieme ad altri colleghi, seminari a carattere psicologico puramente gratuiti.
    Vi lascio le date dei seminari dell'iniziativa MIP; per prenotare  potrete collegarvi al sito www.psicologimip.it e visualizzare numeri telefonici e altri dettagli.

    07/05/2011 – Dr Delogu - A cosa serve lo psicologo? Dubbi e incertezze. (CA - Cagliari)
    08/05/2011 – Dr Delogu - Conoscere se stessi attraverso i sogni (CA - Cagliari)
    14/05/2011 – Dr Delogu - Migliora la tua autostima (CA - Cagliari)
     15/05/2011 – Dr Delogu - Depressione: come combatterla e sconfiggerla (CA - Cagliari) –

    20/05/2011 – Dr Ghisu - La terapia breve strategica: cos'è e per cosa funziona. (CA - Cagliari)
    27/05/2011 – Dr Ghisu - Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli (CA - Cagliari)
    30/05/2011 – Dr Ghisu - I disturbi del comportamento alimentare (CA - Cagliari)

     21/05/2011 – Dr Guandalini - Come può aiutarmi uno psicologo a gestire l'ansia? (CA - Cagliari)
     22/05/2011 – Dr Guandalini - Affrontare e gestire i Traumi della vita (CA - Cagliari)
    28/05/2011 – Dr Guandalini - Come gestire lo stress sul lavoro e nella vita quotidiana (CA - Cagliari)
    29/05/2011 – Dr Guandalini - Nuove Dipendenze: Internet e Gioco d'azzardo patologico (CA - Cagliari)

    4/05/2011 – Dr Cherchi - Training Autogeno: un cammino verso il benessere psicofisico (CA - Elmas)

    10/05/2011 – Dr Povolo - Consapevolezza del Dipendere (CA - Quartu Sant'Elena)



    Un caro saluto,

    Dott.ssa Dafne Guandalini

    mercoledì 2 marzo 2011

    Maggio di Informazione Psicologica Gratuita 2011




    Salve,
    Vi scrivo per informarvi che Maggio 2011 è il mese della prevenzione e del benessere. Sarà possibile  effettuare un colloquio psicologico gratuito con uno psicologo aderente all’iniziativa.

    Potrete collegarvi a tale sito e consultarlo http://www.psicologimip.it/ e conoscere ulteriori dettagli.

    Sempre nel mese di Maggio 2011 avranno luogo, in molteplici città d’Italia compresa Cagliari, delle iniziative psicologiche gratuite  con l’obiettivo di sviluppare nelle persone un’adeguata cultura psicologica. Verranno fornite informazioni correte sulla Psicologia e sugli Psicologi, avvicinando e sensibilizzando la popolazione a tematiche di carattere psicologico.
    Tali iniziative saranno tenute anche a Cagliari  sempre nel mese di Maggio.
    Attraverso il sito http://www.psicologimip.it/iniziativemip.asp potrete scegliere uno degli eventi formativi gratuiti MIP presenti nella vostra zona di residenza.
     Dott.ssa Dafne Guandalini

    sabato 26 febbraio 2011

    SONNO E INSONNIA

    Dormire rappresenta un attività essenziale e fondamentale per il nostro organismo quanto il mangiare e bere.
    Durante il sonno si verificano  una serie di processi fisici che, determinano un rallentamento di tutte le attività del corpo e del cervello, permettendo all'intero organismo di riposare. La mancanza di riposo cronica, oltre a ridurre le difese immunitarie, produce conseguenze negative sulla concentrazione, sulla capacità di decisione e sull'efficienza.






    Ma cos’è il SONNO?
    È uno stato dell’organismo caratterizzato da una ridotta reattività agli stimoli esterni e da uno stato di coscienza modificato.
    Il sonno è definito come uno stato di riposo contrapposto alla veglia. In realtà questa definizione, come altre definizioni che si possono trovare su vari dizionari (periodica sospensione dello stato di coscienza durante la quale l'organismo recupera energia; stato di riposo fisico e psichico, caratterizzato dalla sospensione, completa o parziale, della coscienza e della volontà, dal rallentamento delle funzioni neurovegetative e dall'interruzione parziale dei rapporti sensomotori del soggetto con l'ambiente, indispensabile per il ristoro dell'organismo) non è completamente vera. Come la veglia, infatti, il sonno è un processo fisiologico attivo che coinvolge l'interazione di componenti multiple del sistema nervoso centrale ed autonomo. (Tratto da Wikipedia).
    Il sonno si instaura periodicamente regolato dai ritmi circadiani influenzati dal ciclo luce/oscurità.
    Ognuno di noi ha un tipo di sonno, infatti le persone possono essere suddivise in due categorie:

    §  Gufi (tipo serale)
    §  Allodole (tipo mattutino)


    Quando la regolazione sonno veglia viene alterato?
    Escludendo patologie mediche (patologie endocrine, cardiologiche,  neurologiche, etc.) e l’utilizzo di farmaci, lo STRESS e la SOFFERENZA EMOTIVA possono alterare questo ciclo comportando un’iperattivazione appena prima di recarsi a dormire.
    Ma anche lo stile di vita (alimentazione, esercizio fisico, orari di sonno) possono modificare il ciclo
    sonno /veglia.
    Il bisogno di sonno di un uomo adulto in media è di circa 7-8 ore. Le condizioni attuali di vita spesso non permettono di soddisfare le individuali esigenze di sonno.
    È dimostrato (Bonnet, 2000), che la deprivazione di sonno incide sulla qualità di vita, sulle funzioni cognitive e determina una sensazione crescente di sonnolenza e desiderio di dormire.


    Cos’è l’ insonnia?
    Fra i vari disturbi del sonno abbiamo l’insonnia. Si può parlare di insonnia quando l’effettiva deprivazione di sonno comporta danni a livello fisiologico (problemi gastroenterici, cefalea, respiratori) e cognitivo/psicologico (dimenticanze, disforia, irritabilità).
    È importante valutare la presenza di depressione e ansia, poiché rappresentano fattori predisponenti all’insonnia. Fra le varie cause abbiamo lo stress e l’uso di sostanze.

    Come si può curare? Trattamento Cognitivo Comportamentale
    L’obiettivo principale è modificare atteggiamenti e credenze riguardo il sonno per ridurre lo stato di vigilanza emotiva che ostacola il sonno.
    Le principali credenze sulle quali si lavorerà sono:
    ü  aspettative irrealistiche sulla necessità di sonno
    ü  convinzioni errate sul disturbo del sonno
    ü  false attribuzioni sulle cause dell’insonnia
    ü  attribuzioni erronee rispetto ai deficit diurni
    Il trattamento prosegue con un programma che riguarderà l’igiene del sonno: ciò si lavorerà su quali comportamenti potenziare nelle ore notturne per favorire il sonno e quali invece eliminare. Risulta fondamentale per una buona igiene del sonno rispettare norme ambientali, dietetiche e comportamentali.
    Per contribuire a migliorare il sonno sono fondamentali tecniche di rilassamento che consentono la disattivazione fisiologica e cognitiva. Il rilassamento dovrebbe avere luogo almeno 60 - 90 minuti prima dell’addormentamento in modo da distaccarsi gradualmente dalle attività della giornata.
    

    mercoledì 16 febbraio 2011

    Trauma

    IL TRAUMA PSICOLOGICO
    Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IVª Edizione (DSM-IV), definisce in modo più ristretto il trauma come “un fattore traumatico estremo che implica l'esperienza personale diretta di un evento che causa o può comportare morte o lesioni gravi, o altre minacce all'integrità fisica; o la presenza ad un evento che comporta morte, lesioni o altre minacce all'integrità fisica di un'altra persona; o il venire a conoscenza della morte violenta o inaspettata, di grave danno o minaccia di morte o lesioni sopportate da un membro della famiglia o da altra persona con cui è in stretta relazione”.

    Tipi di trauma
    1.    eventi accaduti direttamente alla persona (senza essere limitati ai seguenti):
    combattimenti militari, aggressione personale violenta (violenza sessuale, attacco fisico, scippo, rapina), rapimento, essere presi in ostaggio, attacco terroristico, tortura, incarcerazione come prigioniero di guerra o in un campo di concentramento, disastri naturali o provocati, gravi incidenti automobilistici, ricevere una diagnosi di malattie minacciose per la vita.
    Per i bambini, gli eventi traumatici dal punto di vista sessuale possono includere le esperienze sessuali inappropriate dal punto di vista dello sviluppo senza violenza o lesioni reali o minacciate.
    2.    eventi accaduti in qualità di testimoni (senza essere limitati ai seguenti): l'osservare il ferimento grave o la morte innaturale di un'altra persona dovuti ad assalto violento, incidente, guerra o disastro, o il trovarsi di fronte inaspettatamente a un cadavere o a parti di un corpo.
    3.    eventi di cui si è venuti a conoscenza (senza essere limitati ai seguenti): aggressione personale violenta, grave incidente, o gravi lesioni subiti da un membro della famiglia o da un amico stretto; il venire a conoscenza della morte improvvisa, inaspettata, di un membro della famiglia o di un amico stretto; oppure il venire a conoscenza di una malattia minacciosa per la vita di un proprio figlio. Il disturbo può risultare particolarmente grave e prolungato quando l'evento stressante è ideato dall'uomo (per esempio, tortura, rapimento).

    Risposta al trauma
    Il Disturbo Post Traumatico da Stress, secondo il DSM IV, si presenta per più di un mese con evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale, come indicato dai seguenti elementi:

    ü  Sforzi per evitare pensieri, sensazioni, o conversazioni associate al trauma,
    ü  Sforzi per evitare attività, luoghi, o persone che evocano ricordi del trauma,
    ü  Incapacità nel ricordare aspetti salenti del trauma,
    ü  Affettività ridotta,
    ü  Distacco dagli altri,
    ü  Sentimenti di diminuzione delle prospettive future.

    Sono presenti sintomi come irritabilità, umore depresso, difficoltà ad addormentarsi, difficoltà a concentrarsi, esagerate risposte di allarme.


    Trattamento

    EMDR

    La ricerca scientifica ha stabilito che il trattamento supportato empiricamente ed Evidence Based per il Disturbo Post Traumatico da Stress sia l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Re processing) (Shapiro, 1987).
    L’EMDR lavora sul ricordo dell’esperienza traumatica che ha contribuito a sviluppare la patologia e il disagio attuale.
    È un approccio terapeutico integrativo, distinto in otto fasi, nel quale la stimolazione bilaterale e solo una delle sue componenti.
    L’EMDR si basa sulla stimolazione alternata dei due emisferi cerebrali per elaborare l’informazione legata ad esperienze traumatiche o stressanti non elaborate completamente.


    Intervento Cognitivo Comportamentale
    L’intervento cognitivo comportamentale si pone come obiettivo quello di ridurre l’ansia e altri possibili sintomi legati all’evento traumatico.
    Tecniche applicate:
    Esposizione in immagini: attraverso tale tecnica il soggetto viene esposto al ricordo del trauma attraverso resoconti verbali e immaginativi
    Esposizione in vivo: tale tecnica consiste nel confronto graduale e controllato con le situazioni ansiogene precedentemente evitate dal soggetto;
    Ristrutturazione cognitiva dei pensieri: individuazione e ristrutturazione delle credenze e assunzioni distorte del soggetto circa se stesso, gli altri e il mondo  

    lunedì 31 gennaio 2011

    Stalking

    Lo stalking: ora è punibile





                                     
    Origine del fenomeno e novità legislative

    A seguito della recente approvazione del disegno di legge da parte del Consiglio dei Ministri, il complesso pattern comportamentale noto come stalking, oggi è punibile penalmente (art.612 bis, atti persecutori)
    Risale al 1997 la coniazione del termine, sostantivo derivato dal verbo inglese to stalk –proprio del  linguaggio tecnico della caccia, traducibile in lingua italiana con “fare la posta,cacciare in appostamento”. Lo stalking  è un complesso pattern comportamentale caratterizzato dalla ripetuta imposizione di contatti e/o comunicazioni sgradite alla vittima, tali da suscitare in essa preoccupazione. Lo stalking comporta molestie che hanno una continuità nel tempo e che possono compromettere il funzionamento sociale e il benessere psicologico della vittima.

    All’inizio degli anni ottanta, coinvolse soprattutto personaggi dello spettacolo. Intorno alla prima metà degli anni’90 coinvolse  l’interesse scientifico di autorevoli esperti del campo psichiatrico forense e medico legale, quali Zona, Meloy e Galeazzi, Aramini in Italia.

    Lo stalker

    Nonostante l’unitaria etichetta nosografica fornita dal nostro settore medico, nella prassi non è possibile parlare di una altrettanto unica condotta persecutoria propria dello stalker. 
    Lo stalker mette in atto una condotta illecita che varia da caso a caso. Trattasi, generalmente, di individuo di sesso maschile che sceglie una vittima di sesso femminile con la quale è altamente probabile l’esistenza di una relazione sentimentale pregressa. Lo stalker può essere chiunque, dal momento che stalker non è sinonimo di malato di mente. Tuttavia, è possibile riscontrare in alcuni casi l’esistenza di una sindrome
    ( sindrome delle molestie assilanti), in rapporto eziologico con le molestie.
    La definizione di sindrome delle molestie assilanti - proposta di recente da autorevoli voci (Galeazzi, Curci, 2002)-  rimanda ad un quadro sindromico attinente una patologia della comunicazione e della relazione, quadro che, dunque, pone al centro dell’attenzione la relazione molestatore-vittima.
    Sono state individuate due possibili definizioni dello stalker: quella di “erotomania non delirante o borderline” e quella di “inseguitori ossessivi”  
    Nel primo caso – erotomania borderline - le molestie persistenti nei confronti della vittima – con la quale normalmente lo stalker ha avuto una relazione sentimentale– configurerebbero un tentativo di difesa dalla ferita narcisistica suscitata   dall’abbandono.   
    Nel secondo caso – inseguitori ossessivi – le ossessioni rappresenterebbero l’elemento fondamentale che spinge lo stalker ad atti caratteristici come pedinare,spiare, seguire, aggirarsi attorno alla vittima.
    Ulteriori dati forniti dalla letteratura rilevano tra gli stalkers alti tassi di prevalenza di disturbi di personalità



    Modalità d’azione dello stalker

    Il mezzo più utilizzato nello stalking è, soprattutto nella fase iniziale, il contatto telefonico. Seguono il pedinamento, l’incontro “casuale” sul luogo di lavoro o, comunque, in ambienti frequentati dalla vittima, il cui spazio relazionale, professionale e personale diventa il terreno di conquista dello stalker.
    Il progresso tecnologico ha creato anche spazio per lo stalking via Internet, un
    sistema di comunicazione che rende più difficile l’identificazione del molestatore.
    I ripetuti rifiuti da parte della vittima  possono indurre lo stalker a manifestazioni aggressive, a violenza sessuale e, in casi estremi, all’omicidio.
    Secondo Meloy (2000), l’omicidio si verifica in meno del 2% dei casi e lo stalker assassino è generalmente un ex partner rifiutato; coltelli e armi da fuoco sono i mezzi lesivi più utilizzati.
    La violenza nello stalking è definita generalmente “affettiva”, caratterizzata da paura e collera di fronte al timore di una minaccia immediata; raramente, la violenza nello stalking è premeditata e, in questi casi, sono alte le probabilità dell’esistenza di una sociopatia nel molestatore

    Stato psicologico della vittima

    La vittima, in seguito all’evento, sperimenta un grave deterioramento mentale che la porta a non condurre più una vita serena, per via dei timori generati dalle molestie assillanti.
    Le pazienti manifestano il ricorrente timore per l’incolumità propria e dei propri cari. Il timore sfocia nel bisogno estremo di alterare le proprie abitudini di vita per sottrarsi alle minacce sempre più stringenti.
    La vittima sperimenta un trauma vero e proprio con sintomi come ansia, insonnia, e altri  vari quadri sintomatologici tipici di un Disturbo Post Traumatico da Stress.
    La vittima colpita da tale disturbo ripercorre l’evento traumatico attraverso sogni spiacevoli, ricordi ricorrenti ed intrusivi come se il fatto si stesse ripresentando; ne consegue un intenso e logorante disagio psicologico.
    Risulta necessario, pertanto, un sostegno psicologico che ha come obiettivo quello  di aiutare la paziente a ritrovare se stessa e la propria dignità, allontanando quel senso di colpa e di vergogna che molto spesso prova poco dopo l’evento.


    Dott.ssa Dafne Guandalini



    lunedì 17 gennaio 2011

    Iniziative Psicologiche MIP 2011


    MAGGIO DI INFORMAZIONE PSICOLOGICA GRATUITA
    EDIZIONE 2011

    Cari lettori, Vi scrivo per informarvi che nell’ambito dell’iniziativa denominata “Maggio di informazione psicologica” (MIP), da Maggio 2011, mese della prevenzione e del benessere, sarà possibile effettuare un colloquio psicologico gratuito. Potrete consultare il sito di riferimento http://www.psicologimip.it/ per conoscere i dettagli dell’iniziativa.
    Per tutto il mese di Maggio, su tutto il territorio nazionale, potrete scegliere Psicologi e Psicoterapeuti MIP che dedicheranno gratuitamente parte del proprio tempo a promuovere la cultura psicologica, offrendo un colloquio a coloro che ne faranno richiesta.
    Attraverso questo sito troverete i nomi degli Psicologi, che come me hanno aderito al MIP. http://www.psicologimip.it/psicologimip.asp.
    Nel mese di Maggio 2011, all’interno dell’iniziativa MIP, verranno promossi eventi informativi che tratteranno di Psicologia. L’obiettivo di tali eventi sarà di sviluppare nelle persone un’adeguata cultura psicologica, fornendo informazioni correte sulla Psicologia e sugli Psicologi, avvicinando e sensibilizzando la popolazione a tematiche di carattere psicologico.


    Attraverso il sito http://www.psicologimip.it/iniziativemip.asp potrete scegliere uno degli eventi formativi gratuiti MIP presenti nella vostra zona di residenza.

    Dott.ssa Dafne Guandalini

    

    lunedì 10 gennaio 2011

    Ipocondria: ansia legata allo stato di salute

    Definizione

    Secondo il DSM IV, l’ipocondria risulta classificata fra i disturbi somatoformi come “la preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una malattia grave, basate sull’erronea interpretazione di sintomi somatici da parte del soggetto”; la durata dell’alterazione è di almeno 6 mesi.
    L’ipocondria  possiede alcuni aspetti in comune con i disturbi d’ansia come, per esempio,  il panico.
    Sia nell’ipocondria (ansia per lo stato di salute) che nell’attacco di panico, si parte dalla credenza erronea, causata da un’interpretazione erronea dei segni o sintomi fisici, di avere una grave patologia o di stare per svilupparla, nonostante indagini mediche accurate non abbiano riscontrato alcuna patologia. I pazienti con ansia per lo stato di salute si aspettano che la catastrofe non sia imminente, mentre i pazienti con attacchi di panico vivono la catastrofe come imminente.


    Modello cognitivo
    Secondo il modello cognitivo (Salkovskis e Warwick, 1989,1990) il disturbo si manifesta quando avvenimenti critici attivano convinzioni disfunzionali relative a temi del benessere.
    L’evento critico coincide con l’insorgenza di sintomi somatici non previsti, con la morte di un parente o con l’esposizione ad informazioni che riguardino patologie mediche.  Una volta attivate convinzioni disfunzionali circa il benessere, si presentano false interpretazioni dei sintomi fisici come indici di gravi patologie espresse sotto forma di pensieri automatici negativi .
    Esempio: dolore al petto               ho un grave problema cardiaco

    Fattori di mantenimento delle preoccupazioni:
    I fattori che mantengono il disturbo sono:

    ü  continuo controllo del proprio corpo
    ü   evitamento di situazioni ansiogene
    ü   continua ricerca di rassicurazioni 



    Trattamento
    La terapia cognitiva nei confronti dell’ansia connessa allo stato di salute ha come obiettivo spostare l’attenzione del paziente dal sintomo fisico ai comportamenti ed ai pensieri ad esso associati.
    Il lavoro si basa sul  verificare la credenza del paziente, quando è possibile, attraverso esperimenti comportamentali. Tali esperimenti hanno il  fine di indebolire le previsioni iniziali e raccogliere nuove evidenze a favore di un modello alternativo, favorendo comportamenti opposti a quelli protettivi e di evitamento.
    È utile che il paziente individui gli errori di pensiero relativi allo stato di salute (es. errore di pensiero: “drammatizzazione”) e, insieme al terapeuta, porti avanti una riattribuzione verbale per produrre sia interpretazioni alternative più realistiche sia prove a supporto di una spiegazione psicologica del proprio problema (Wells, 1999).




    Dott.ssa Dafne Guandalini