Cerca nel blog

Translate

giovedì 1 settembre 2011

Imparare ad esprimersi per sentirsi realizzati

Per alcuni di noi evitare di esprimere le proprie idee, non farsi avanti, volersi nascondere, non farsi valere,  rappresentano stili di vita consolidati,  che apparentemente aiutano ad andare avanti. 
In vero in questa società chi ha difficoltà ad esprimere se stesso, le proprie emozioni e pensieri finisce per non essere capito, valorizzato, e alcune qualità come la sensibilità e la creatività non vengono  prese in considerazione.
Quando evitiamo di esprimerci, di dire la nostra  ci precludiamo diverse opportunità e nella maggior parte delle volte ci sentiamo incompresi, diversi e inefficaci. 
Ma cosa ci blocca dall’esprimere noi stessi?
Fondamentalmente la preoccupazione di non essere apprezzati e di essere giudicati. Nella nostra mente, a livello “automatico”, si susseguono una serie di pensieri che A. Beck chiama appunto Pensieri Automatici Negativi.
Questi pensieri non sono aderenti alla realtà, ma frutto di nostre convinzioni profonde radicate nel tempo in relazione a condizionamenti familiari e sociali ricevuti; di solito sono del tipo: “Non piaccio”, “Tutti penseranno che sono stupida”, “Non sono capace”.
Questi pensieri condizioneranno il nostro comportamento tanto da renderci impacciati e insicuri. Di conseguenza la nostra prestazione sarà inferiore alle nostre potenzialità; si sarà creato in questo modo un circolo vizioso che confermerà la sensazione di essere inadeguati.
Cosa fare?
È fondamentale acquisire una giusta dose di fiducia in sé stessi, credere in sé stessi prestando attenzione non solo al difetto o errore ma anche a ciò che di positivo possediamo. 
Osservandoci in modo globale arriveremo ad accettarci, a stare bene con noi stessi, e soprattutto a delineare obiettivi, senza pretendere da noi stessi risultati irrealistici basati su standard di perfezione. L’accettazione di sé in senso globale ci permetterà di sviluppare una buona  autostima, tale da consentirci di intraprendere la nostra strada e raggiungere la realizzazione personale.  
È fondamentale, inoltre, mettere in discussione i pensieri negativi sostituendoli con altri positivi e realistici. Credere nel Pensiero per esempio “gli altri mi giudicheranno” ci porterà a boicottare i nostri piani, lavorativi o di studio, ed evitare di raggiungere ciò che desideriamo con conseguente aumento dell’umore depresso.
Un altro aspetto che aiuta a esprimersi e a sentirsi realizzati consiste
nell’apprendere a comunicare in modo assertivo. Di solito noi oscilliamo fra uno stile di comunicazione passiva, che origina dall’autosvalutazione, e uno stile aggressivo che non rispetta il punto di vista altrui.
Comunicare in modo assertivo significa, invece, esprimere le proprie opinioni, emozioni, idee, in modo rispettoso, chiaro e sincero senza violare i diritti del proprio interlocutore.
Una buona capacità di comunicazione assertiva implicherà una buona autostima, che ci aiuterà a non rimanere incatenati ai pensieri negativi, ma ad acquistare dai fallimenti, dai “no”, un invito a non demordere ma ad andare avanti.
Vi lascio con una frase di Thomas Edison per spiegarvi che, per raggiungere i propri obiettivi e l’espressione di sé, ciò che conta non è mollare o immobilizzarsi per la paura di andare avanti, ma è agire, continuare, credere in sé.
Infatti Edison, come buon esempio di autostima, ai collaboratori che lo esortavano a cessare la sua attività di creazione di una lampadina elettrica, rispose: “Che problema c’è? Dopotutto ho trovato solo mille modi diversi per non inventare la lampadina!” 
L’obiettivo per tutti noi che cerchiamo un lavoro, che sosteniamo un esame o cerchiamo di realizzarci in qualche ambito della nostra vita, è imparare a non buttarsi giù al primo ostacolo, eliminando la parola “fallimento” o “ sono un fallito” dal nostro vocabolario.
È importante  ripartire con più consapevolezza e grinta. Non farcela ora non significa non farcela mai più. Come sostiene il Maestro Spirituale Krishnamurti “la paura ci afferra prima o dopo un’azione ma non durante. Agire è meglio che restare fermi”.

1 commento:

  1. Grazie,dopo una riunione massacrante e' stato confortante leggerla.anto

    RispondiElimina