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martedì 11 dicembre 2018

Chi sa amare ama anche se stesso. Se può solo amare gli altri, non può amare affatto ( Erich Fromm)


E' importante imparare a volersi bene, prendersi cura di sé. Non è semplice perché volersi bene non è un atto razionale basato sulla volontà che attivo con un pulsante. Ma si può iniziare provando ad ascoltare le emozioni alimentando ogni giorno l' "amore verso di sé". Così sarà più facile accettarsi e ci saranno benefici per la propria autostima. Inoltre provando amore per noi riusciremo a darlo anche agli altri: una persona non può dare agli altri quello che non ha.

mercoledì 21 novembre 2018

Cosa ci blocca nel dire NO?

Il pensiero di ferire l'altro e di essere maleducati. Il nostro interlocutore ci giudicherà negativamente e si allontanerà da noi perdendo il suo affetto.
In poche parole il timore di essere giudicati come dei maleducati e insensibili e non degni d'amore. 

Ma quello che pensiamo non corrisponde alla realtà, rappresenta un nostro modo di vedere il mondo determinato da  condizionamenti familiari e culturali.
Dire NO non equivale ad essere maleducati o insensibili, ma significa rispettarsi e farsi rispettare.

Anche per me è stato difficile imparare a dire di  NO, perché  prevaleva la paura di ferire o di sentirmi maleducata e soprattutto di rimanere sola.

Per imparare a dire no e rispettarti, potresti partire da questo  semplice esercizio che mi è stato molto utile: con tono gentile rispondi ad una richiesta che non puoi realizzare con un'alternativa.

⛳Ti faccio un esempio. Il tuo compagno ti chiede di vedervi in serata ma tu hai già preso un impegno con amiche per andare al teatro. Ti farebbe piacere vederlo, ma allo stesso tempo non vorresti rinunciare all'uscita con le amiche.
Potresti rispondere  subito" Si va bene" perché ti fa piacere, ma dovrai disdire con le amiche e rinunciare.   Se vuoi iniziare a imparare a dire NO e non sentirti in colpa,  potresti rispondere così:  " Vorrei poterti vedere, ma oggi ho già preso un impegno con amiche. Possiamo vederci domani, se ti va bene".
✅In questo modo avrai espresso il tuo NO educatamente rispettando l'altro,  ma soprattutto rispettando te stessa e
i tuoi impegni. 
In questo modo ti starai esercitando sul dire NO senza sentirti in colpa e allo stesso tempo sulla tua autostima, perché i tuoi impegni e i tuoi bisogni  non sono meno importanti di quelli degli altri.

Per voi è stato o è difficile dire NO? Fatemi sapere anche privatamente,  risponderò alle vostre domande.

mercoledì 17 ottobre 2018

Avere il coraggio di essere se stessi

Da dove possiamo partire per incrementare l' autostima?
Il primo passo è avere il coraggio di essere se stessi. 

Ma cosa significa esattamente?
Per iniziare è importante un lavoro quotidiano di consapevolezza, tralasciando il confronto con gli altri e abbandonando un pensiero negativo e giudicante su di sé.

Come? 
  1. Potreste iniziare da oggi a riconoscervi almeno una qualità positiva al giorno. L'autostima è la stima che una persona ha di sé, è la risultante dell'interpretazione rispetto all'aspetto fisico, alle competenze, e rispetto ai risultati ottenuti. Iniziare a riconoscere il positivo che è in voi è un inizio per incrementare l'autostima.
  2. Concentratevi e descrivete una situazione nella quale vi siete sentiti fieri di voi o avete avuto successo
  3. Concentratevi sul messaggio più positivo che i vostri genitori vi hanno trasmesso
  4. Rinunciate alle manie di perfezionismo che vi portano a credere di non essere abbastanza. Da oggi il messaggio può essere "ho il diritto di fare bene, nessuno mi chiede di essere perfetto".
E per iniziare a lavorare su di voi vi lascio questa breve storia:

Un re andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle pianticelle morenti mentre alcuni fiori erano appassiti. Cominciò a chiedere alle piante la ragione di questo stato. La quercia disse che stava morendo perché non  poteva essere alta come il pino. Osservando il pino, il re lo trovò sofferente, perché non poteva portare i grappoli come la vite, e la vite stava morendo perché non poteva fiorire come la rosa.
Infine trovò una pianta di viola, fresca e fiorente come sempre. Alla domanda del re la pianta rispose: "mi è sembrato scontato che quando tu mi hai piantato volevi una viola. Quando hai desiderato una quercia, un pino, una rosa, hai piantato quelle. Allora ho pensato: visto che non posso fare altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stessa".


martedì 13 giugno 2017

come può aiutarmi lo psicologo?

Chi è lo psicologo? 


Lo psicologo  è una delle diverse figure professionali che si occupano di promuovere e sostenere il benessere mentale e aiutare le persone che vivono in momenti di difficoltà a raggiungere una buona qualità di vita. 
Lo psicologo è laureato in psicologia e iscritto all'albo professionale.  "La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.” (Art. 1 — Legge 56/89).


Può capitare lungo il percorso della nostra vita di sentirsi tristi, ansiosi, insoddisfatti e di sentire di non farcela da soli ma di avere bisogno di un aiuto esterno. Spesso ci vengono in mente amici, familiari, il proprio compagno, o  giornali e libri di auto aiuto. Ma nonostante il sostegno di queste persone il senso di tristezza e di dolore permangono compromettendo il normale funzionamento personale.
Come può aiutarmi lo psicologo?

Lo psicologo - psicoterapeuta  aiuta a superare il disagio emotivo in modo differente da un amico:



  1. Non da consigli ma cerca di analizzare le cause del malessere presente guardando alla persona nella sua interezza
  2. Aiuta la persona ad essere più consapevole dei suoi vissuti, delle sue emozioni e dei suoi pensieri negativi che influenzano il suo comportamento e la sua realizzazione
  3. Utilizza tecniche specifiche per elaborare traumi del passato che possono influenzare la vita presente e futura
  4. Non giudica 
  5. Non ha una visione di parte ma obiettiva 
  6. Stabilisce obiettivi specifici con il paziente per promuovere l'autostima 
  7. Aiuta a  superare l'evitamento delle situazioni temute

Il percorso di psicoterapia è un investimento sulla propria salute al pari di rivolgersi a un medico per un problema organico.
Quindi a patto di trovare il giusto professionista si inizia la terapia essendo in un modo e la si concluderà essendo cambiati.
La psicoterapia è cambiamento. 

Dottoressa Dafne Guandalini
Psicologa Psicoterapeuta
Ricevo ad Assemini
Piazza della conciliazione 3.




mercoledì 7 giugno 2017

Quali pensieri influenzano negativamente l'autostima?


L'autostima come capacità di accettarsi e volersi bene può essere influenzata negativamente dal nostro atteggiamento mentale e dialogo interno.


Facciamo qualche esempio di pensieri negativi che possono influenzare la nostra autostima, compromettendo la realizzazione di noi stessi  e il rapporto con gli altri.

Utilizzare un filtro mentale enfatizza gli aspetti negativi di una situazione facendoci tralasciare gli aspetti positivi. Questo atteggiamento mentale  ci farà sentire sbagliati e accentuerà la tristezza.
Un esempio di filtro mentale è descrivere una cena organizzata con amici come un completo disastro perché pioveva, il cibo non  è piaciuto e il dolce era cattivo.
In realtà  se analizziamo la situazione con obiettività della pioggia non si è lamentato nessuno e tutti hanno mangiato senza lamentarsi e si sono divertiti.

Spesso utilizziamo verbi doverizzanti come " devo" "Bisogna". Questi verbi ci fanno sentire controllati da qualcuno mentre per innalzare l'autostima è fondamentale sostituire tali verbi con " Io voglio" " io decido".

Quando commettiamo un errore spesso ci attribuiamo un'etichetta tipo " sono un' idiota". in questo modo viene colpita la persona. E' più opportuno riconoscere l'errore nel nostro comportamento senza colpire noi stessi.

Usiamo la colpevolizzazione tipo " è tutta colpa mia se..." o colpevolizziamo gli altri  (vittimismo) senza riconoscere le nostre responsabilità.


Possiamo modificare tali pensieri e migliorare l'autostima?
E' possibile modificare i pensieri negativi prendendo consapevolezza e trasformandoli in pensieri positivi guardando la situazione nel suo complesso e con obiettività.
Questo è un lavoro  che viene fatto insieme all'aiuto dello  psicoterapeuta cognitivo comportamentale all'interno di un percorso di psicoterapia.
Si lavorerà sui propri pensieri, sulle emozioni negative alla ricerca di sé stessi e del proprio valore.

Dott.ssa Dafne Guandalini
Psicologa Psicoterapeuta
Assemini

giovedì 1 giugno 2017

Come contrastare la procrastinazione in quattro passi

In Psicologia si definisce procrastinazione quel comportamento che spinge a ritardare volontariamente un’azione o il raggiungimento di un obiettivo per paura del futuro nonostante non siano prevedibili conseguenze future negative. Si sceglie quindi  l'evitamento che da piacere ma purtroppo a breve termine.


Cosa fa il procrastiantore?  
Sostituisce attività importanti per sè stesso come esami, scadenze lavorative, impegni, con compiti e attività più piacevoli. In parole ancora più semplici rimanda a domani ciò che potremmo fare oggi.
Sarà capito a molti  di rimandare qualche impegno senza però abbandonare completamente i propri obiettivi; ecco questo è un comportamento che può capitare e quando si è stanchi o carichi di lavoro è comprensibile. Ma il procrastinatore invece rimanda in modo sistematico. 
Quali sono le cause psicologiche della procrastinazione?
La procrastinazione è legata a fattori psicologici ed emotivi come la paura di fallire e il perfezionismo.  
La persona  cerca di evitare di venire a contatto  con la paura di fallire e con la convinzione di essere incapace di affrontare un compito rimandandolo. Immediatamente starà   meglio e la quota di ansia e di stress si abbasseranno. 
Ma rimandare per stare bene non è altro che un' illusione: evitare di "fare" per non sentire l'emozione non elimina l'emozione, 







ma l'amplifica compromettendo la stima di sé.
Ecco quindi che quando è necessario cercare un nuovo lavoro, conoscere persone nuove, o avviare delle attività importanti, la paura ci spingerà a trovare sempre scuse plausibili per rimandare ciò che si vorrebbe o si dovrebbe fare. 
La procrastinazione causata dalla paura porta  ad immobilizzarsi, bloccarsi e ad essere incapaci di reagire.  Ci porta a credere effittivamente di non essere capaci. 
In questo modo verrà minata la vostra autostima e realizzare i vostri obiettivi sarà sempre più difficile.




Come contrastare la procrastinazione?





Possiamo partire ma qualche esercizio di visualizzazione come questo che vi riporto sotto:
  1. Scegliete um momento da dedicare a voi. Seduti comodamente chiudete gli occhi e concentratevi sul vostro respiro
  2. Visualizzate  il programma dei vostri obiettivi e al quando cominciare a realizzarli
  3. Immaginate di suddividere l'obiettivo in  piccoli sotto obiettivi  
  4. Ascoltate  le vostre frasi negative  e cercate di sostituirle con affermazioni positive e realistiche.
A questo punto con tranquillità trascrivete tutto su un quaderno e iniziate a FARE. Ricordatevi di riconoscere lo sforzo che state facendo e congratulatevi con voi stessi.

Buon lavoro!


Dottoressa Dafne Guandalini
Psicologa
  Psicoterapeuta
Ricevo ad Assemini piazza della conciliazione 3


lunedì 18 febbraio 2013

Che cos'è l'autostima?



"I nostri dubbi sono traditori e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere perchè abbiamo paure di tentare."
William Shakespeare



                                               

L’ Autostima è l’atteggiamento  che ognuno di noi possiede nei confronti di sé stesso.

“L'autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l'auto approvazione del proprio valore personale fondato su auto percezioni. La parola auto-stima deriva appunto dal termine "stima", ossia la valutazione e l'apprezzamento di se stessi e degli altri” (wikipedia).








Cosa distingue una persona con bassa autostima da una con alta autostima?


I poli opposti dell’autostima sono la  sottovalutazione di sé e la sopravalutazione. La persona che si sottovaluta concentrerà la sua attenzione esclusivamente su i suoi difetti, mentre la persona che si sopravvaluta vedrà solo i suoi pregi.




giovedì 1 settembre 2011

Imparare ad esprimersi per sentirsi realizzati

Per alcuni di noi evitare di esprimere le proprie idee, non farsi avanti, volersi nascondere, non farsi valere,  rappresentano stili di vita consolidati,  che apparentemente aiutano ad andare avanti.