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venerdì 14 dicembre 2018


Cosa avete provate quando qualcuno vi ha detto "L'ho fatto per il tuo bene"?

Quando è capitato a me mi sono sentita sbagliata e inadeguata. Io non avevo chiesto aiuto e sentirmi dire quelle parole mi ha fatto sentire ingrata. Per non ferire l'altro e perdere il suo amore ho preferito mettere in discussione le mie scelte. 
Perché ci sono persone che si prendono il diritto di rinfacciarci un aiuto che non abbiamo chiesto? E perché noi glielo permettiamo? Di chi è la colpa?
Incontreremo persone che cercheranno di farci sentire in debito o in colpa, che cercheranno di farci sentire sbagliate.  Dietro l'affermazione "L'ho fatto per il tuo bene" si potrebbe nascondere una persona manipolativa che vuole gestire la tua vita e che non si chiede cosa pensi o senti. Il suo obiettivo è di avere potere e controllo facendoti sentire sbagliata.
Non possiamo cambiare l'altro, ma possiamo  iniziare a lavorare su noi stessi. Il lavoro è di consapevolezza, cioè è importante iniziare a riconoscere le caratteristiche dello stile comunicativo manipolativo.

Di solito la persona manipolativa cerca di condizionare l'interlocutore provocando un'emozione negativa come senso di colpa per ottenere un risultato personale. La vittima inconsapevole sentirà di non poter tradire le aspettative del manipolatore e per non perdere il suo amore lo asseconderà.
 Per comunicare con una persona manipolatrice devi essere consapevole di questa dinamica. In secondo luogo puoi affrontare il manipolatore e non accettare passivamente quello che ti dici;  puoi fargli delle domande come "Vuoi la mia opinione al riguardo?" .
 Stare con l'altro non significa subirlo o accettare passivamente e inconsapevolmente quello che dice o fa, ma imparare a far valere noi stessi, i nostri diritti. Ristabilire dei limiti è importante.
Quello che dicono in terapia le persone che subiscono passivamente la comunicazione dell'altro è sempre lo stesso:  " forse l'altro ha ragione" "forse ho sbagliato io," "lui/lei lo ha fatto solo per il mio bene". Il senso di colpa è così forte che si perde la libertà di reagire e dire di no.
Uno dei segreti più importanti in qualsiasi tipo di rapporto, ma sopratutto per comunicare con una persona manipolatrice, è imparare a dire “no”.






lunedì 5 novembre 2018

Come affronatre meglio l'inizio della settimana: quattro utili consigli

Ogni giorno è una nuova opportunità per ricominciare. Ogni giorno è il vostro compleanno.
(Dalai Lama)




Cominciare una nuova settimana non è sempre facile.

Sappiamo tutti che ci aspettano incastri formidabili fra lavoro e famiglia, organizzazione della casa, organizzazione del tempo per sé con tutto il resto. Tutto questo alle volte può agitarci ed ecco che il Lunedì viene percepito come la fine del week end, fine della libertà e l'inizio delle responsabilità, dei doveri e degli impegni. 

L'ansia si fa sentire molto forte alimentata dal pensiero di non riuscire a farcela, di non riuscire a far fronte a tutto e non sentirsi all'altezza.  Il vivere con troppe "doverizzazioni"  ci appesantisce  e la settimana può sembrarci insuperabile!

L'agitazione, in alcuni casi, compromette anche il riposo della domenica: potremmo avere mal di testa, dolori alle spalle, palpitazioni. Potremmo sentirci sotto  stress  a causa di un'insonnia iniziale e temere di non essere sufficientemente riposati per affrontare il lunedì.

Cosa fare per affrontare meglio l'inizio della settimana?


👍  Il mio consiglio è definire il lunedì in modo diverso, non come la fine del week end ma come un nuovo inizio da vivere, da organizzare. 




 👉 inizia la giornata come se fosse il tuo compleanno:  dedicati almeno 30 minuti per una camminata, per  una corsa o qualsiasi altro che sia compatibile con i tuoi impegni. Pensare prima a te ti farà sentire  più energica per gestire al meglio il nuovo inizio.



👌 Gli impegni si possono condividere. Ricorda di delegare e non caricare tutto su di te.



💁 Goditi la domenica all'aria aperta, con amici o i tuoi familiari. Se inizi a pensare al lunedi con ansia scrivi su un foglio tutti i pensieri che ti agitano. Poi prendi il foglio e chiudilo in un cassetto. Cerca di stare nel presente il più possibile, non permettere ai pensieri sul futuro di rovinarti la giornata.


Buon inizio a tutti e buona settimana!

giovedì 25 ottobre 2018

Prendere una decisione, come?

"Che decisione prendo? Cosa faccio? "

E' una domanda che risuona spesso nella vita di tutti, e che alle volte ci mette  in blocco perché la paura di sbagliare  e di non fare la cosa giusta è forte. Ed ecco che evitiamo,  rimandiamo una decisione, o chiediamo sempre agli altri un parere. Tutto questo incrementa ansia, frustrazione e tristezza.
Qualsiasi sia la scelta, grande o piccola, i dubbi alle volte ci assillano e allontanano da una soluzione.
 
La causa? Poca flessibilità nel pensiero.

Cosa fare?Come possiamo sbloccarci e diventare più flessibili?

Vi suggerisco la tecnica dei "sei cappelli per pensare" ideata dall'esperto americano di problem solving e pensiero creativo E. De Bono. Questa tecnica è efficace in gruppo, ma si possono ottenere buoni risultati anche individualmente, quando si è alla ricerca di una soluzione sul da farsi.

In cosa consiste questa tecnica?

Ognuno di noi, in funzione del tipo di educazione che ha ricevuto, indossa prevalentemente un "cappello", o forse due, che metaforicamente rappresentano un certo modo di pensare e di interagire con il mondo. Ogni cappello ha un colore, come vedi dalla foto, e ogni colore rappresenta un modo di vedere la realtà che influenza il modo di agire.  


 ✋Usare prevalentemente un solo cappello è una modalità  troppo rigida e  troverai difficoltà nel cercare una soluzione o fare una scelta, per esempio: "accetto un nuovo lavoro o mi accontento del mio lavoro attuale"? oppure "continuo a vivere in famiglia o mi cerco casa e vado a vivere solo?" 
Quindi De Bono sottolinea l'importanza di cercare di indossare  i sei  "cappelli" prima di prendere una decisione.

 Perché?
👉ci aiuta a vedere il problema da differenti prospettive, ogni volta che  si cambierà "cappello"  si vedrà la realtà sotto una luce differente 
👉 ci aiuta ad uscire dal binario di pensiero che ci appartiene quindi il nostro pensiero sarà più flessibile
👉 ci aiuta a tenere separate le emozioni che si potrebbero sovrapporre procurandoci confusione e rallentare la ricerca della soluzione

Come si applica la tecnica?  
Di fronte a una scelta  cerca di indossare un cappello alla volta così da vedere la situazione da diverse prospettive e trovare una soluzione senza confusione.


E tu che cappello indossi quando devi prendere una decisione o trovare una soluzione?

💁Prova questa tecnica e fammi sapere come va!!

martedì 2 ottobre 2018

Come possiamo allenare la resilienza?


Vi è mai capitato di dover affrontare un cambiamento imprevisto? Un evento negativo o stressante? Qualsiasi evento che vi abbia messo a dura prova?

Se la risposta è SI, saprete sicuramente quante emozioni vi assalgono come tristezza, ansia, frustrazione e come queste vi fanno sentire inadeguati e incapaci di poter affrontare il presente.
Cercate disperatamente soluzioni ma continuate a stare bloccati e a rimuginare sul negativo, strategie che non si rivelano efficaci, ma anzi, contribuiscono a  bloccarvi  e  a mettere in pausa la vostra vita.
Nelle occasioni difficili è importante portare fuori tutta la vostra energia e incrementare la vostra resistenza.
La capacità di resistere al cambiamento e di trasformare il negativo in  positivo si chiama in termini psicologici RESILIENZA.
La resilienza vi permette di cogliere il positivo, di adattarvi e vedere capacità che pensavate di non possedere. E' importante allenarci ad essere resilienti.

💁Quindi come possiamo allenarci nella quotidianità a
essere più resilienti? 

👊NON LAMENTATEVI: lamentarsi di una situazione o di quanto siete stati sfortunati incrementa il malessere. Provate  invece a concentrare l'attenzione sulle soluzioni partendo da ciò che possedete.

💪NON GIUDICATE LA SITUAZIONE: non giudicate la situazione come sbagliata, ingiusta, e così via. Cercate di dare una nuova interpretazione alla situazione, di vedere la realtà da una nuova prospettiva. 

💫CONCENTRATEVI SUL POSITIVO: prendete questo momento negativo come un momento di crescita, un'opportunità per scoprire lati della vostra personalità che non conoscete ancora.

BUON LAVORO!!








lunedì 5 giugno 2017

Come può aiutarmi lo psicoterapeuta a gestire l'ansia eccessiva?

L'ansia è una complessa combinazione di emozioni che includono paura, apprensione e preoccupazione. 
Spesso è accompagnata  da manifestazioni somatiche come palpitazioni, respiro accelerato, sudorazione eccessiva, brividi, capogiro  e manifestazioni intestinali. 


L’ansia va distinta dalla paura. La paura è un'emozione primaria che si caratterizza per una reazione funzionale e immediata ad affrontare un pericolo, mentre l’ansia si focalizza sull'affrontare una preoccupazione rispetto a un evento futuro che non si è ancora verificato. La paura si caratterizza per l' “immediatezza” di reazione di fronte ad un pericolo presente,  in contrasto l'ansia per la “previsione” rispetto ad un pericolo futuro che potrebbe verificarsi.

L’ansia e la paura non sono necessariamente emozioni “cattive”, ma al contrario possono avere una funzione adattiva. 
Con la paura si attiva la  risposta di “attacco o fuga” che ci aiuta a utilizzare tutte le nostre risorse per affrontare una minaccia o, in alternativa, fuggire da essa. Una reazione di paura può pertanto salvarci la vita.
Anche  l’ansia può aiutare ad individuare minacce future e aiutarci a  progettare soluzioni rispetto a ipotetici scenari nei quali potremmo essere coinvolti. 

Ma quando l'ansia  e la paura diventano eccessive e persistenti perdono la loro funzione adattiva  compromettendo il nostro funzionamento. In questa situazione di eccessiva preoccupazione le reazioni ansiose vengono generalizzate a una serie di situazioni ‘neutre’ provocando un comportamento di evitamento che aiuta, momentaneamente, a calmare l'ansia. Ma nel lungo periodo  ci allontana dai nostri impegni  e obiettivi rendendoci  più fragili.



Quando rivolgerci ad uno psicoterapeuta?
Quando ci rendiamo conto che l'ansia e la pura ci portano ad evitare situazioni o azioni come prendere la macchina, uscire soli, fare amicizia,  che solitamente compivamo tranquillamente. Quando sentiamo una forte tristezza e i nostri pensieri sono del tipo "Farò una figuraccia, Non sarò all’altezza, Mi sentirò male…".
Lo psicoterapeuta ci aiuterà a prendere consapevolezza di ciò che ci sta accadendo e a neutralizzare i pensieri negativi alla base dell'evitamento. 
L'indirizzo della psicoterapia varia in base alla formazione del terapeuta.
Con la psicoterapia cognitiva si interviene sulla diminuzione dell’ansia e del rimuginio aiutando i pazienti a migliorare la capacità di tollerare, affrontare e accettare l’inevitabile incertezza della quotidianità (Dugas & Robichaud, 2007). Le strategie e le tecniche utilizzate includono ad esempio i training di consapevolezza dei propri stati ansiosi, le ristrutturazioni cognitive delle credenze irrazionali.  
Con la psicoterapia comportamentale si ridurrà l'ansia attraverso esposizioni in vivo e immaginative, tecniche di rilassamento e  gli esercizi di problem-solving.




sabato 4 marzo 2017

Ascoltare la musica per stare bene



Capita spesso di sentirsi insoddisfatti rispetto ai risultati ottenuti nella vita quotidiana o di perdere l'entusiasmo e la motivazione nel realizzare i propri sogni e desideri.  Si smette di essere attivi e lo stress, l'ansia e la tristezza prendono il sopravvento.

Anche la stima di sé diminuisce e aumenta l'incertezza sul da farsi.

Quale può essere un metodo di auto aiuto  efficace per darci forza ogni giorno e gestire le difficoltà della quotidianità?
La musica  può essere la risposta.  La musica influenza il nostro stato d'animo poiché le vibrazioni che quest’ultima rilascia arrivano dritte ai nostri sentimenti. A tutti sarà capitato di  rifugiarsi in un lettore mp3 o nel suonare uno strumento musicale in momenti tristi, stressanti o monotoni della propria vita. la  musica ha il potere di auto consolarci o alle volte viene utilizzata per mandare un messaggio a qualcuno che a parole non saremmo mai stati in grado di gestire, un po’ per paura, un po’ per timidezza.  
















Da un punto di vista fisiologico i suoni percepiti  vengono trasmessi dal canale uditivo al tronco cerebrale prima e poi alla corteccia uditiva primaria; gli impulsi viaggiano attraverso il circuito cerebrale sottocorticale nel sistema limbico, formato da strutture cerebrali che gestiscono le risposte fisiologiche agli stimoli emotivi.  La musica, cibo, sesso e droghe attivino tutti un sistema in comune con il rilascio di dopamina e l'attivazione del nucleo accumbens. 


Robert Zatorre, neuroscienziato cognitivista che lavora al Neurological Institute della Mcgill University di Montreal, sostiene che la "musica produce dopamina e dà piacere come quando si assumono sostanze stupefacenti. Gli effetti positivi sono gli stessi della droga, con la differenza che ascoltare un brano piacevole è un'esperienza positiva e non dannosa" (Nature Neuroscience).


È un dato di fatto che i lattanti rispondano meglio alle melodie piuttosto che al linguaggio verbale e che si rilassino ascoltando i suoni dolci. In particolare, i bimbi nati prematuri che soffrono di insonnia traggono benefici dal rumore del battito del cuore materno o dai suoni che lo imitano. 

In ambito medico la musica classica potrebbe  diventare parte integrante della chirurgia, grazie ad uno studio sul rilassamento di pazienti in anestesia locale. I pazienti che ascoltavano musica classica, e Frank Sinatra, durante piccoli interventi erano più rilassati. Sadideen, un chirurgo plastico, ha guidato un progetto al John Radcliffe Hospital di Oxford, in cui veniva fatta ascoltare musica durante piccoli interventi chirurgici. 


Hazim Sadideen si è così espresso: “Essere sottoposti a un intervento chirurgico può essere un’esperienza stressante per i pazienti e trovare il modo di alleggerire il disagio dovrebbe essere il nostro obiettivo come medici. Ci sono anche buone ragioni mediche: pazienti più tranquilli possono affrontare meglio il dolore e recuperare più velocemente. In questo lavoro su piccola scala è stato misurato per la prima volta l’impatto che ha la musica sui pazienti e suggerisce la necessità di una ricerca su un campione più ampio per stabilire se questa possa diventare parte di una pratica standard.”
Nello studio, pubblicato sulla rivista Annals of Royal College of Surgeons,  novantasei pazienti  sottoposti a piccoli interventi chirurgici sono stati “accompagnati” assegnandogli in modo casuale musica o silenzio. Tutti erano svegli durante le operazioni, che comprendevano rimozione di lesioni cutanee e pulizie delle ferite agli arti superiori dopo incidenti. Nella metà di quelli che avevano musica di sottofondo si sono rilevati  livelli di ansia e frequenza di respirazione più basse rispetto agli altri. Non è stata però valutata la qualità della musica, e cioè se Beethoven fosse meglio di Bach per esempio. 
Nella ricerca di Ferguson and Sheldon ( The Journal of Positive Psychology, 2013) i partecipanti che ascoltavano una composizione classica “felice” di Aaron Copland e cercavano attivamente di essere più felici, sentivano i loro stati d’animo migliorare rispetto a chi la ascoltava passivamente.
Quindi impegnarsi attivamente nell’ascolto della musica, piuttosto che ascoltare passivamente, può avere effetti benefici sull’umore.
Nel prossimo articolo alcuni suggerimenti musicali
Buon week end a tutti

Dott.ssa Dafne Guandalini,
psicologa psicoterapeuta
ricevo ad assemini piazza della conciliazione 3
 dafneguandalini@live.com 3204566956 per chi volesse mettersi in contatto con me










lunedì 26 settembre 2011

Ansia sociale: stare male in mezzo agli altri 


Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di sentirsi in imbarazzo di fronte a persone, posti nuovi o nell’iniziare una nuova attività. Tutti conosciamo l’agitazione prima di parlare in pubblico, o prima di un esame. Molte persone, con l’esercizio, riescono a superare l’ansia, fino a renderla un’alleata;  altre invece vengono travolti da